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Composizione chimica dei detersivi: cosa contengono e a cosa servono gli ingredienti

1 ora fa
Tempo di lettura: 9 min


Cosa contiene davvero un detersivo?


Quando leggiamo l'etichetta di un detergente per capire la composizione chimica dei detersivi troviamo spesso nomi che sembrano difficili da interpretare: tensioattivi, sequestranti, conservanti, profumi, enzimi, sbiancanti ottici.


Ma cosa fanno realmente?

La composizione chimica di un detersivo non è un semplice elenco di sostanze. È una formulazione nella quale ogni componente dovrebbe avere una funzione precisa.

Per questo, quando si formula un detergente, la domanda non è soltanto:

“Funziona?”

Ma anche:

“Quale ingrediente svolge questa funzione? È realmente necessario? Quali caratteristiche presenta? Esiste una soluzione più coerente con gli obiettivi ambientali della formulazione?”

In questa guida vediamo cosa contiene un detersivo, a cosa servono i principali ingredienti e come leggere una formulazione con maggiore consapevolezza, senza fermarsi alle sole diciture “naturale”, “ecologico” o “senza X”.



Una guida basata sull'esperienza nella formulazione

A cura di Arnaldo – Titolare EKO Detergenti · Perito Chimico Industriale

Questa guida nasce dall'esperienza maturata nella formulazione e produzione di detergenti.

EKO sviluppa le proprie formulazioni nel laboratorio di Tuto Chimica, selezionando le materie prime in funzione dell'efficacia, della destinazione d'uso e delle caratteristiche che si vogliono ottenere dal prodotto.

L'obiettivo è semplice ma importante: costruire formule efficaci nelle quali ogni ingrediente abbia una funzione precisa, evitando quando possibile componenti non necessari e privilegiando scelte coerenti con l'approccio eco-bio EKO.



Qual è la composizione chimica di un detersivo?

Un detersivo non è costituito da un unico ingrediente, ma da un sistema formulato, nel quale componenti diversi lavorano insieme.

La composizione cambia in funzione del tipo di detergente, dello sporco da rimuovere, della superficie o del tessuto da trattare e delle prestazioni richieste.


Tra le principali categorie possiamo trovare:

Categoria

Funzione principale

Tensioattivi

Favoriscono il distacco e la rimozione dello sporco

Sequestranti e chelanti

Interagiscono con alcuni ioni presenti nell'acqua

Solventi

Favoriscono la solubilizzazione di determinati componenti

Conservanti

Proteggono la formulazione dalla contaminazione microbiologica

Profumi

Conferiscono la profumazione

Enzimi

Agiscono su specifiche tipologie di sporco

Sbiancanti ottici

Producono un effetto ottico sul bianco

Coloranti

Conferiscono una caratteristica estetica

Non tutti questi ingredienti sono presenti in ogni detergente.

Ed è proprio qui che entra in gioco la formulazione: non conta soltanto quali categorie esistono, ma quali materie prime vengono scelte, in quale quantità e per quale motivo vengono inserite nella formula.


Tensioattivi: il cuore della detergenza

I tensioattivi sono tra gli ingredienti fondamentali di un detergente.

La loro struttura permette di modificare il comportamento dell'acqua e di favorire il distacco, la dispersione e l'allontanamento dello sporco.

Esistono diverse famiglie di tensioattivi, con caratteristiche e funzioni differenti.


Tensioattivi anionici

Sono una delle principali categorie utilizzate nei detergenti e contribuiscono in modo importante all'azione lavante.

Tensioattivi non ionici

Sono ampiamente utilizzati nelle formulazioni detergenti e possono contribuire alla rimozione di diverse tipologie di sporco.

Tensioattivi anfoteri

Possiedono caratteristiche differenti rispetto agli anionici e possono essere utilizzati insieme ad altre famiglie per costruire un sistema detergente equilibrato.

Tensioattivi cationici

Hanno caratteristiche chimiche differenti e vengono impiegati in specifiche tipologie di formulazione.



Tutti i tensioattivi sono uguali dal punto di vista ambientale?

No.

Ed è un punto particolarmente importante quando si parla di detergenza ecologica.

Dire semplicemente che un prodotto contiene “tensioattivi” non dice ancora tutto sul suo profilo ambientale.

Occorre considerare la specifica sostanza utilizzata, la sua biodegradabilità, la quantità impiegata e il comportamento della formulazione nell'uso previsto.

La normativa europea stabilisce specifici requisiti di biodegradabilità per i tensioattivi utilizzati nei detergenti. Il Regolamento (UE) 2026/405 prevede, per i tensioattivi, criteri di biodegradabilità aerobica finale e relativi metodi di prova.

Per questo, nel mondo della detergenza ecologica, non è sufficiente fermarsi alla categoria chimica o alla parola “vegetale”.

Conta la materia prima specifica e il suo comportamento.


Sequestranti e chelanti: a cosa servono?

L'acqua contiene naturalmente sali minerali, tra cui calcio e magnesio.

Questi ioni possono influenzare il comportamento di un sistema detergente. Per questo alcune formulazioni utilizzano sostanze con funzione sequestrante o chelante, capaci di interagire con determinati ioni.

Non sono quindi necessariamente ingredienti che detergono direttamente: possono contribuire a creare le condizioni affinché il sistema detergente lavori correttamente.

Anche in questo caso, però, la scelta della materia prima è importante.



Policarbossilati nei detersivi: cosa sono?

I policarbossilati sono polimeri che possono essere utilizzati in alcune formulazioni detergenti per contribuire alla gestione dello sporco e limitarne il rideposito.

La domanda, però, per chi formula un detergente ecologico non dovrebbe essere soltanto:


“A cosa serve?”

Ma anche:

“È necessario? Esiste una soluzione alternativa coerente con gli obiettivi della formulazione?”

È questa valutazione che rende interessante la formulazione di un detergente.

Non si tratta semplicemente di costruire un prodotto inserendo il maggior numero possibile di ingredienti funzionali, ma di scegliere quelli realmente utili e compatibili con il progetto formulativo.



Fosfati nei detersivi: perché EKO li evita?

I fosfati hanno avuto storicamente diverse funzioni nelle formulazioni detergenti, tra cui la gestione della durezza dell'acqua.

Il problema ambientale del fosforo è ben documentato: il suo rilascio negli ambienti acquatici può contribuire all'eutrofizzazione.

Il Regolamento (UE) 2026/405 mantiene infatti limiti specifici sul contenuto totale di fosforo nei detergenti per bucato destinati ai consumatori e nei detergenti per lavastoviglie automatiche destinati ai consumatori.

EKO sceglie di formulare i propri detergenti senza fosfati, ricercando soluzioni alternative compatibili con le prestazioni richieste.

Quando sull'etichetta trovi:

SENZA FOSFATI

stai quindi leggendo una precisa scelta formulativa, non una semplice decorazione commerciale.


Enzimi nei detersivi: perché EKO sceglie di non utilizzarli?

Gli enzimi possono facilitare la rimozione di specifiche tipologie di sporco, per esempio quello di natura proteica o amidacea.

Sono quindi ingredienti funzionali.

Ma una cosa importante nella formulazione è distinguere tra:

“un ingrediente può essere utile”

e

“questo ingrediente è necessario in questa formula”.

EKO sceglie, nelle formulazioni che riportano questa caratteristica, di lavorare senza enzimi, costruendo il sistema detergente attraverso altre componenti della formula.

Per questo la dicitura:

SENZA ENZIMI

rappresenta una scelta formulativa precisa.

Non significa che gli enzimi siano universalmente “cattivi”; significa che EKO ha scelto di ottenere le prestazioni richieste senza utilizzarli.


Sbiancanti ottici: cosa sono e perché EKO ne fa a meno?

Gli sbiancanti ottici hanno una funzione diversa da quella dei tensioattivi.

Non rimuovono direttamente lo sporco: producono un effetto ottico che modifica la percezione del bianco dei tessuti.

Nelle formulazioni EKO che riportano questa caratteristica, vengono evitati.

SENZA SBIANCANTI OTTICI

È quindi una scelta coerente con una formulazione che punta alla detergenza senza affidarsi a un componente destinato principalmente all'effetto ottico.


Perché EKO non utilizza coloranti?

Il colorante ha principalmente una funzione estetica.

Non è il colorante a determinare il potere detergente.

Per questo, quando un componente non è necessario alla funzione principale del prodotto, EKO valuta se sia opportuno inserirlo nella formulazione.

Da qui la scelta, nelle formulazioni interessate, di utilizzare:

SENZA COLORANTI

Una formula più essenziale non significa automaticamente una formula migliore, ma evitare un ingrediente non necessario può essere una scelta progettuale coerente con il modo in cui EKO sviluppa i propri detergenti.


E i conservanti?

Qui è importante fare una distinzione.

Un detergente liquido contiene acqua e può richiedere un sistema conservante per proteggere la formulazione dalla contaminazione microbiologica.

Il conservante può quindi svolgere una funzione tecnologica reale.

Nel formulare un detergente eco-bio non avrebbe senso semplicemente dire “conservanti no”: la domanda corretta è quale sistema conservante viene utilizzato, perché è necessario e come viene gestito all'interno della formula.

Questo è uno dei motivi per cui EKO mantiene una comunicazione trasparente sulla composizione dei propri detergenti.


E il profumo?

Il profumo ha principalmente una funzione sensoriale.

Non è una maggiore quantità di profumo a rendere un detergente più efficace.

EKO utilizza profumazioni selezionate ipoallergeniche nelle formulazioni che le prevedono e propone anche prodotti senza profumo, pensati per chi preferisce evitare le fragranze.

Anche in questo caso, quindi, è utile distinguere la funzione sensoriale dalla funzione detergente.


Cosa significa davvero “senza”

sull'etichetta EKO?

Quando sull'etichetta EKO trovi:

SENZA

FOSFATI ENZIMI COLORANTI SBIANCANTI OTTICI

non stai leggendo quattro parole messe insieme per rendere il prodotto più “verde”.

Stai leggendo quattro precise scelte formulative.

L'obiettivo non è eliminare indiscriminatamente la chimica.

L'obiettivo è progettare la chimica del detergente, scegliendo gli ingredienti in funzione della loro utilità e delle caratteristiche che si vogliono ottenere.

Questa distinzione è fondamentale.

Un detergente ecologico non è un prodotto “senza chimica”: è un prodotto nel quale la chimica viene progettata e selezionata con criteri precisi.


Biodegradabile, naturale, vegetale ed ecologico: significano la stessa cosa?

No.

Sono concetti differenti.

Un ingrediente può essere:

  • di origine vegetale;

  • biodegradabile;

  • naturale;

  • conforme a determinati criteri ambientali;

ma queste caratteristiche non sono sinonimi.

Per esempio, la normativa europea stabilisce requisiti specifici di biodegradabilità per i tensioattivi.

Allo stesso modo, una certificazione ambientale non si basa necessariamente su una sola caratteristica della formulazione.

L'EU Ecolabel, per esempio, definisce criteri basati sulla prestazione ambientale durante il ciclo di vita del prodotto, considerando diversi impatti e anche la funzionalità del prodotto.

Per questo EKO preferisce parlare di formulazione, selezione delle materie prime e criteri complessivi, piuttosto che ridurre l'ecologicità di un detergente a una singola parola.







Come leggere la composizione di un detersivo?

Non è necessario conoscere a memoria tutti i nomi chimici presenti.

È più utile imparare a porsi alcune domande:

1. Che ingrediente è?

A quale famiglia appartiene?

2. A cosa serve?

Quale funzione svolge nella formulazione?

3. È realmente necessario?

La sua funzione è indispensabile oppure prevalentemente estetica o accessoria?

4. Quali caratteristiche presenta?

Per esempio, quale comportamento ha rispetto alla biodegradabilità?

5. Come si inserisce nella formula complessiva?

Perché un detergente non si giudica da un singolo ingrediente, ma dalla combinazione di tutti i suoi componenti e dal modo in cui il prodotto viene utilizzato.




Un esempio reale: la composizione del Detersivo Lavatrice EKO

Per capire concretamente come viene costruita una formula, prendiamo un esempio reale.

Non analizziamo una formulazione teorica: prendiamo come esempio una formulazione realmente prodotta da EKO e leggiamo insieme la funzione dei suoi principali componenti.

La composizione dichiarata comprende:

15–30%: tensioattivi anionici1–5%: tensioattivi non ionici e anfoteri

Altri componenti: fenossietanolo, profumo ipoallergenico e acqua.

La formula comprende:

Aqua, Sodium Coceth Sulfate, Potassium Cocoate, Cocamidopropyl Betaine, Cocoglucoside, Trisodium Dicarboxymethyl Alaninate, Alcohol Denat., Phenoxyethanol, profumo ipoallergenico.


Come possiamo leggerla?

Ingrediente

Funzione

Sodium Coceth Sulfate

Tensioattivo anionico

Potassium Cocoate

Componente detergente/sapone

Cocamidopropyl Betaine

Tensioattivo anfotero

Cocoglucoside

Tensioattivo non ionico

Trisodium Dicarboxymethyl Alaninate

Chelante

Alcohol Denat.

Solvente

Phenoxyethanol

Conservante

Profumo ipoallergenico

Profumazione

Aqua

Veicolo

Questo esempio mostra bene un principio fondamentale:

la qualità di una formulazione non si comprende contando gli ingredienti, ma capendo perché sono presenti e quale ruolo svolgono.

E mostra anche un altro aspetto della filosofia EKO: nelle formulazioni che riportano la dicitura specifica, il sistema detergente viene progettato senza enzimi, coloranti, sbiancanti ottici e fosfati.




Perché EKO rende disponibili gli ingredienti?

Perché parlare di detergenti ecologici significa anche parlare di trasparenza.

Il consumatore non dovrebbe essere costretto a scegliere soltanto sulla base di una confezione verde o della parola “naturale”.

Dovrebbe poter approfondire:

cosa contiene il prodotto, perché contiene determinati ingredienti e quali caratteristiche hanno le materie prime utilizzate.

Per questo EKO mette a disposizione una sezione dedicata alla composizione e agli ingredienti dei propri detergenti.




Perché conoscere gli ingredienti è importante?

Conoscere la composizione di un detergente permette di fare una scelta più consapevole.

Non significa cercare una lista universale di ingredienti “buoni” e “cattivi”.

Significa capire:

cosa contiene → perché lo contiene → quale funzione svolge → quali caratteristiche presenta → come si inserisce nella formula complessiva.

È un approccio più concreto e, soprattutto, più trasparente.






FAQ sulla composizione chimica dei detersivi

Qual è la composizione chimica di un detersivo?

Un detersivo è una formulazione composta da ingredienti con funzioni diverse. Può contenere tensioattivi, sequestranti o chelanti, solventi, conservanti e profumi e, a seconda del prodotto, anche enzimi, sbiancanti ottici, coloranti o altri componenti funzionali.

Perché EKO formula detergenti senza fosfati, enzimi, coloranti e sbiancanti ottici?

Si tratta di precise scelte formulative. EKO progetta le proprie formulazioni cercando di ottenere le prestazioni richieste senza utilizzare componenti che non risultano necessari alla formula e privilegiando materie prime coerenti con il proprio approccio alla detergenza eco-bio.

Tutti i tensioattivi sono biodegradabili?

I tensioattivi utilizzati nei detergenti devono rispettare specifici requisiti di biodegradabilità previsti dalla normativa europea. Tuttavia, non tutti i tensioattivi hanno le stesse caratteristiche: è necessario considerare la specifica sostanza e il suo comportamento.

Come posso conoscere gli ingredienti dei detergenti EKO?

EKO mette a disposizione una pagina dedicata agli ingredienti e alla composizione delle proprie formulazioni, per permettere di approfondire le materie prime utilizzate e il loro ruolo nel detergente. Scopri l'INCI EKO




In sintesi: un detergente racconta la sua formulazione

Leggere la composizione di un detergente non significa cercare semplicemente l'ingrediente da eliminare.

Significa capire come è stata progettata la formula.

Tensioattivi, sequestranti, conservanti e profumi possono avere funzioni precise. Altri componenti possono essere evitati quando non sono necessari alla prestazione che si vuole ottenere.

Per questo, quando si sceglie un detergente ecologico, è utile guardare oltre la singola dicitura sulla confezione e considerare:

materie prime → formulazione → funzione degli ingredienti → biodegradabilità → dosaggio → prestazioni → packaging → certificazioni.


È questo il principio che guida EKO:

Formulare detergenti efficaci, scegliendo con attenzione ciò che mettiamo dentro e evitando ciò che non riteniamo necessario.


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